Estremismo islamico e Turchia in Europa, intervista ad Alexandre Del Valle

Intervista esclusiva ad Alexandre Del Valle, saggista, politologo, professore, conferenziere, autore di diciotto libri tradotti in francese, spagnolo e in italiano. Esperto internazionale di Geopolitica e di Islam, Alexandre Del Valle ci offre una visione chiara di cosa stia succedendo in Turchia e della relazione tra gli attentati terroristici in Francia e dello scontro tra la civiltà giudeo-cristiana europea e l’Islam.

di Armando Manocchia (direttore di ImolaOggi.it) ed Edoardo Secchi (analista economico-politico presidente di Italy-France Group)





Domanda : L’episodio della decapitazione del Professore Samuel Paty vicino Parigi e la strage dei tre Cristiani sgozzati nella basilica di Nizza segnano ancora una volta la pericolosità del fenomeno islamista che in Francia ha causato la morte di decine di persone. Quale è la sua analisi?


Alexandre del Valle : Dal 2015, siamo già a 260 morti in Francia e migliaia di feriti e sopravvissuti del Bataclan, della strage di Nizza o di Charlie Hebdo che saranno traumatizzati a vita, senza parlare delle forze dell’ordine sempre aggredite, e dei “piccoli bianchi cristiani” delle “borgate” minacciati ogni giorno nelle borgate, donne in minigonne violentate o insultate nei quartieri islamici e poi i giornalisti, vignettisti e professori che vivono adesso nella paura di parlare d’islam in termini critici… Da anni, spiego che la “Strategia dell’intimidazione” è molto efficacia e pensata. La violenza jihadista dei “tagliatori di Teste” è solo la parte immersa più terribile dell’immenso Iceberg dell'”Islamicamente corretto”, cioè di un terrorismo anche intellettuale, psicologico, semantico, ideologico che comincia con le pretese degli islamisti “Taglia lingue”, più ‘istituzionali”, come da voi I Fratelli musulmani dell’UCOII, a fare credere che sono le “vittime permanenti di un “nuovo razzismo”: “l’islamofobia”. Non vuol dire che nego il fatto che l’odio nei confronti di persone musulmane possa esistere, ma ricordo solo che col pretesto di fare passare la critica dell’islam (normale in democrazia), o di qualsiasi religione, gli Islamici radicali fanno tacere tutti quelli che provano di ostacolare il loro piano di conquista sottomissione-suprematista del mondo, a cominciare con la vecchia Europa debole che odiano e la cui apertura migratoria e tolleranza è identificata come un’opportunità di conquista-penetrazione. In termini brevi, come il mio amico Magdi Allam, accuso i “Taglia Lingua”, quelli che demonizzano in permanenza gli Occidentali (accusandoli di essere “islamofobi” o di “blasfemare”), di essere complici dei “Taglia Teste ” che sgozzano i “blasfematori”. Affermo dunque che gli islamisti “istituzionali” Fratelli musulmani sono complici dei terroristi perché quando accusano i professori o vignettisti di “offendere Maometto” o gli Occidentali di “offendere” l’islam, sanno perfettamente che nella Charià, la legge islamica, è una condanna di morte: un “apostata” o un “blasfematore” vanno affatto ammazzati e questo è scritto non solo nelle riviste dell’ISIS, mais è insegnato nelle più grandi istituzioni dell’Islam sunnita come la prestigiosa Al-Azhar in Egitto. E’ quindi un problema “civilizzazionale” e teologico ben più radicato di quanto si pensi. Va molto al di-là dei “Jihadisti”, perché’ in NESSUN paese islamico esiste la libertà religiosa e in TUTTI questi paesi, la blasfemia è punita con lacondanna a morte, o con la reclusione. E quando non sono condannati dai tribunali, i liberi pensatori del mondo islamico finiscono ammazzati da gruppi che applicano direttamente la legge islamica. Se non aiutiamo i musulmani a LIBERARSI da questa Sharia totalitaria, che prevede la morte per gli Ebrei, i Pagani, i cristiani proseliti, i musulmani atei o “apostati” e per i Blasfematori, molti altri Samuel Paty o Theo Van Gogh (ammazzato per lo stesso motivo in Ollanda nel 2004) saranno ammazzati non solo da Daesh ma anche da giovani educati nella Sharia e che vorranno “vendicare il Profeta”, come accade ogni giorno, purtroppo, nei paesi musulmani… Ricordiamo che il SALAFISMO che prevede le decapitazioni e anche crocefissioni di apostati e blasfematori, non è solo la corrente teologica dei jihadisti di Al Qaida o ISIS, ma anche dei Fratelli musulmani (salafia islahiyya) e dell’Arabia saudita stessa, che controlla i luoghi Santi dell’Islam sunnita… Non è quindi affatto vero che la violenza e l’intolleranza dell’islamismo radicale non “abbia niente che a fare con l’islam”. E una grave menzogna che non aiuta i musulmani a liberarsi dalla Sharia oscurantista, ma li ci incarcera…


Domanda : Lei è stato uno dei primi esperti europeo ad allertare i politici sul pericolo del totalitarismo islamico, di cui lei è stato il primo a definirlo così, ciò che ha interessato Oriana Fallaci la quale ha scritto la prefazione del suo libro “Il totalitarismo islamista” (Sollinum 2004). Alcuni anni dopo lei è stato il primo in Europa ad allertare l’opinione pubblica sul pericolo di Erdogan e sul fatto che la Turchia stava diventando il centro dell’islamismo politico e per questo che non doveva entrare nell’Unione Europa. Ora tutti ne sono consapevoli del pericolo non ha l’impressione di averlo detto troppo in anticipo ?


Alexandre Del Valle : Si, io in Francia, senza pretese, ero fra i pochi ad interpellare i nostri politici sulla minaccia crescente dell’islamismo radicale, con il mio primo libro nel 1997 e nel 2001 Le “Totalitarisme islamiste”, espressione più corretta che “integralismo” che avevo inventato per meglio descrivere il fatto che l’islamismo radicale è il TERZO Totalitarismo con il Nazismo e il Comunismo. Avevo lavorato dal 1996 in un dipartimento dell’Intelligence del primo ministro francese (SGDN), e pensavo ingenuamente che i politici avrebbero ascoltato gli esperti di sicurezza per distruggere nell’uovo, questa nuova minaccia quando era ancora facile di farlo. Ma i nostri dirigenti erano già colpevolizzati e terrorizzati dai buonisti e dalla sinistra immigrazionista e non osavano lottare contro i predicatori di odio islamista per non essere accusati di “fascismo-razzismo“. Avevo denunciato il metodo d’infiltrazione degli islamisti salafisti, Milli Görüs turco e Fratelli musulmani, i più attivi e pericolosi, la loro alleanza paradossale ma efficiente con le forze eversive di estrema sinistra, e la loro svergognata strumentalizzazione dell’antirazzismo“. Ma non è servito a nulla, perché i politici avevano altre priorità e non vivono nelle “Borgate dell’islam” della periferie adesso controllate dai Fratelli musulmani e dai salafisti alleati all’estrema sinistra. Per dire queste cose, che adesso il nostro presidente Macron osa denunciare, sono stato allora designato dalle Elite buoniste e di sinistre radicali come un nemico “islamofobo”, mentre in verità lavoravo anche con Imam e grandi intellettuali musulmani moderati che erano ancor più anti-islamisti di me, perché hanno deplorato il lavoro eversivo realizzato nel mondo islamico da decenni: basta aver più di 50 anni per osservare come il mondo islamico è MOLTO più contaminato dal virus islamista radicale adesso che degli anni 1980. Trent’anni dopo, il virus islamista si è moltiplicato anche da voi, e in tutto l’Occidente, ed è accompagnato dell’immigrazione incontrollata islamica che li porta ogni giorno in Europa centinaia di migliaia di giovani musulmani che le organizzazioni islamiste integralisti sanno benissimo addestrare e fanatizzare. Ma non è troppo tardi: dobbiamo liberare i nostri concittadini musulmani e gli immigrati regolari ad inserirsi, integrarsi e ad amare la nostra civiltà e le nostre patrie. Ma per integrare e “salvare” i moderati dall’influenza dei radicali, dobbiamo avere un’immigrazione scelta, e non incontrollata, legale, compatibile con noi, e non illegale e non scelta. Quest’integrazione sarà totalmente impossibile fino a quando i predicatori di odio “taglia Lingue” come I Fratelli musulmani, i salafisti sauditi o altri, i pro-Qatar, e le associazioni islamiche turche di Erdogan o indo-pakistane non saranno state messe fuori e sostituite con associazioni islamiche composte di Imam “pro-NOI” capaci di disintossicare i giovani. Se questo lavoro non sarà fatto, se continueremo a lasciare i musulmani nelle mani dei radicali che li vogliono “separare” con la strategia di “PARANOIZZAZIONE”, le nostre società multiculturali balcanizzate diventeranno società sempre più multi conflittuali…


Domanda – Lei, come ex-funzionario dell’intelligence e professore di geopolitica, come spiega il fatto che i nostri dirigenti lascino crescere gli islamisti radicali nelle nostre società da 30 anni e lascino anche crescere la minaccia di Erdogan invece di difendere i greci e i ciprioti (membri dell’Unione Europea) ed anche gli armeni?


Alexandre Del Valle : Mi ricordo di averne parlato 15 anni fa al Parlamento europeo davanti al gruppo maggioritario PPE, e nell’aula, l’on Tajani mi disse: “se non vuole la Turchia in Europa, Lei li vuole mettere al Mare”? Rimasi stupito da questo “argomento di autorità” poco razionale e caricaturale nella bocca di un uomo di Destra, e anche dal fatto che lo stesso Berlusconi, pur non essendo politicamente corretto e anche lui non di sinistra, diceva: “meglio avere i Turchi con noi che contro noi”. L’atlantismo vecchio stile e l’ignoranza ci rese ciechi. Mi ricordo che il vostro stratega ex-generale Carlo Jean mi accusò in un dibattito di essere “anti-Turco” e tutti questi, e ancor più la sinistra, erano a favore della Turchia di Erdogan nell’Unione europea. Una vera follia geopolitica!!! Per quanto riguarda i Buonisti e la Sinistra, sognavano con la Turchia in Europa per “dimostrare che non siamo un club cristiano” e costruire un’Europa multiculturale ateo-cristiano-islamica. Ma queste belle idee hanno trascurato la realtà della Turchia di Erdogan, che pur nascondendo allora un po’ la sua vera faccia “nazional-islamista”, già stava smantellando l’edificio laico-turco kemalista per fare rinascere poco a poco l’impero panturco-neo-ottomano. Le Elite europee ed americane che ci chiedevano di “accogliere” la Turchia sbagliavano a pensare che facendola entrare nell’UE, Erdogan sarebbe “rimasto moderato” e non sarebbe così autoritario e anti-occidentale adesso. Primo, non è vero che abbiamo “rifiutato” o “ritardato” l’entrata della Turchia nell’Unione, perché per entrare, un paese deve percorrere un piano di adeguazione con le leggi europei, durante la fase (mai terminata per colpa loro) dei “negoziati in via dell’adesione”, ed è stata la Turchia a rifiutare di “aprire e chiudere” tutti i 35 “capitoli dell’aquis comunitario”. Le spiego perché: la Turchia occupa illegalmente il Nord di Cipro dal 1974, e considera che tutti i capitoli che implicano il riconoscimento della Repubblica di Cipro (membro dell’UE) sarebbero sempre rifiutati, affinché la Repubblica di Cipro (unico governo legale e internazionalmente riconosciuto dalla ONU et l’UE, lato greco) non sia mai riconosciuta da Ankara, neanche indirettamente (via il commercio, i porti, l’unione doganale; la pesca, l’energia, ecc), perché continua ad occupare il nord illegalmente (parte turca non riconosciuta). Seconda ragione, Ankara non vuole conformarsi a tante altre regole europee riguardo le libertà pubbliche e private, la libertà religiosa, le minoranze etniche e non musulmane, la libertà di stampa, i diritti dell’uomo e anche il riconoscimento del genocidio armeno sempre ufficialmente negato in Turchia e in Azerbaidjan. L’Unione europea è quindi imbarazzata, perché il vero piano iniziale di Erdogan era di entrare nell’UE alle sue condizioni, pur minacciando la Grecia da anni (Mar egeo e gas petrolio off-shore) e invadendo e colonizzando Cipro Nord. Tutto questo, a cominciare dalle isole greche del Mar Egeo, l’isola di Cipro e le loro riserve di idrocarburi (di cui la Turchia vuole impadronirsi dagli anni settanta e non da ieri), dimostra che la Turchia è diventata minacciosa non solo da Erdogan, ma ancor più nettamente con Lui. Il “neo-Sultano” è solo stato un po’ più furbo dei suoi predecessori: ottenendo l’accettazione della candidatura turca nel 2004 da Bruxelles, ma deciso a non accettare mai di adeguarsi alle condizioni dell’aquis comunitario e a ritirare le truppe da Cipro, ha fatto un “doppio colpo da genio”: adesso colpevolizza gli Europei accusandoli di avere fatto una “falsa” promessa e di “rigettare la Turchia” in funzione “islamofoba”, ma all’inizio la sua falsa volontà di fare diventare la Turchia membro dell’UE ha fatto abbassare la guardia sia di Bruxelles che degli Stati uniti e dalla NATO che hanno aiutati Erdogan a mettere fuori gioco la vecchia guardia militare-laica kemalista autoritaria ma anti-islamista. Tutto ciò in nome della Democrazia. Un colpo da genio. Ora, Erdogan minaccia di lanciare i tre milioni di rifugiati “siriani” ed altri sull’Unione europea se non accettiamo le sue esigenze sui Visti, sui negoziati d’adesione e sui suoi piani di rubare il 40 % delle acque territoriali del Mare mediterraneo (Mare Egeo, Creta nei cosiddetti “confini” marittimi tra Libia e Turchia, e nord e sud di Cipro). Erdogan ha anche voluto e ottenuto in parte che l’Occidente abbandoni i Kurdi in Irak e il generale Khalifa Haftar in Libia al profitto dei Fratelli musulmani di Tripoli. E’ un vero ricatto. E non fa che cominciare, perché nel mare mediterraneo orientale, ci sono 3000 miliardi di gas off-shore di cui la Turchia non è proprietaria del sotto suolo e che vuole acquisire a tutti costi, anche con la forza. E sa che ne la NATO ne l’UE vogliono una guerra con una Turchia neo-ottomana che addestra migliaia di jihadisti in Siria, Libbia, Azerbaigian e che controlla 50 missili nucleare americani della NATO nella base turca d’Incirlik… Paghiamo caro le conseguenze della strategia atlantista